Tra i quesiti più frequenti che vengono posti a qualsiasi esperto o perito nel complesso e affascinante mondo dell’arte, c’è inevitabilmente la fatidica domanda:
“Quanto vale la mia opera d’arte?”
Sfortunatamente non esiste una risposta univoca e valida per ogni manufatto artistico: i parametri da analizzare per determinarne il valore economico e di mercato variano da caso a caso. Il primo elemento imprescindibile per una corretta stima economica è l’accertamento dell’autenticità e/o dell’ attribuzione dell’opera, fattore che influisce in maniera determinante sull’intero processo valutativo (vedi sezione Autenticazioni & Attribuzioni).
Il valore di un dipinto autografo di un grande Maestro, ad esempio, può discostarsi radicalmente da quello di un’opera eseguita da un suo allievo o seguace in epoca successiva.
A incidere ulteriormente sui valori di mercato contribuiscono fattori contestuali e culturali: il gusto e le tendenze del momento, l’interesse collezionistico, la notorietà storica dell’artista — tutte variabili in continuo mutamento. Artisti che hanno goduto di grande fama in vita o subito dopo la loro scomparsa possono oggi essere meno richiesti, con un conseguente ribasso nelle quotazioni e nelle potenziali vendite.
L’attività di stima peritale rientra a pieno titolo tra le competenze altamente specialistiche, richiedendo una conoscenza approfondita della disciplina, della normativa e del mercato, e presupponendo una diligenza qualificata, in linea con l’elevato livello della prestazione richiesta.
Mantenere infine un ruolo indipendente e imparziale, al di fuori delle logiche della compravendita, è — a parere della sottoscritta — un ulteriore elemento di garanzia che tutela sia la qualità del lavoro svolto sia l'imparzialità dell’intera consulenza.
Ogni valutazione sarà sempre preceduta da una consulenza preliminare gratuita, contenente indicazioni utili e specifiche sul caso. Questo consente di comprendere con chiarezza se, come e quando procedere, orientando il cliente verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze e alla natura dell’opera in questione, in piena serenità e trasparenza.
«Il mio desiderio è che i miei disegni, le mie stampe, i miei gingilli, i miei libri — insomma, le opere d’arte che hanno reso felice la mia vita — non finiscano nella fredda tomba di un museo
né sotto lo sguardo stupido del passante indifferente.
Chiedo che siano tutti dispersi sotto i colpi del martello del banditore, affinché il piacere che mi ha dato ciascuno di essi nell’acquisto, sia restituito a un erede dei miei gusti».
Edmond de Goncourt (1822–1896)
Collezionista, scrittore e critico letterario francese
Con il termine perizia si intende un documento tecnico approfondito, volto a raccogliere e motivare tutti gli elementi valutativi utili alla determinazione del valore economico di un bene artistico. La perizia include anche il parere motivato dell’esperto in merito all’originalità, all’unicità e all’autenticità dell’opera, elementi fondamentali per la definizione del relativo valore commerciale (o presunto tale).
A seconda delle esigenze e delle finalità, la perizia può essere:
Per consulenza economica si intende un parere estimativo sul valore dell’opera d’arte richiesto in via informale. La consulenza non comporta il rilascio di un documento scritto ufficiale, ma viene fornita verbalmente oppure attraverso canali di comunicazione non formali (ad esempio via e-mail).
Questo tipo di consulenza è consigliato in tutti quei casi in cui si desideri effettuare una prima cernita dei beni artistici posseduti, allo scopo di distinguere tra ciò che potrebbe avere un effettivo valore di mercato e ciò che, pur privo di rilievo economico, conserva un valore affettivo o documentario.
Per verbale di constatazione si intende l’esame di un’opera accompagnato da una relazione scritta, redatta quando la stessa sia già stata oggetto di perizia in passato. Tale documento ha generalmente lo scopo di aggiornare il valore commerciale dell’opera (o in alcuni casi il parere attributivo), tenendo conto dell’attuale stato di conservazione e dei più recenti parametri di mercato. Il verbale di constatazione può rivelarsi utile, ad esempio, in vista di aggiornamenti assicurativi, divisioni ereditarie o nuove eventuali alienazioni dell’opera.
Per constatazione danni si intende la redazione di un verbale tecnico di verifica, relativo a un eventuale danneggiamento subito da un’opera d’arte, un manufatto artistico o un bene antiquariale. Tale documento viene richiesto in seguito a danni provocati da cause di forza maggiore — come calamità naturali (es. alluvioni, terremoti) — oppure da incidenti domestici (es. allagamenti, incendi), o ancora da eventi imputabili all’errore umano, come negligenza, urti durante il trasporto, manomissioni, o danni accidentali durante prestiti per esposizioni.
La finalità principale di tale documento è offrire al proprietario, all'ente assicurativo, al restauratore o agli organi competenti una base tecnica chiara e attendibile per l'eventuale intervento conservativo, richiesta di risarcimento o valutazione del deprezzamento. La relazione costituisce un atto ufficiale, fondamentale anche in ambito giudiziario o assicurativo.
L'inventario estimativo viene redatto in loco, presso l’abitazione del committente, e dà avvio a una puntuale registrazione dei beni in possesso, al fine di conoscerne il valore economico. Successivamente viene elaborato il documento che consiste in una perizia estimativa cumulativa che riguarda più opere appartenenti a una stessa collezione o a un gruppo omogeneo, riferibile a un unico committente, con lo scopo di determinare lo stato patrimoniale complessivo.
Su richiesta, è possibile suddividere i beni in lotti omogenei, valutando non solo il valore dei singoli oggetti, ma anche tempi e costi di un’eventuale liquidazione.
L’inventario può essere redatto per finalità differenti, tra cui:
L’inventario assicurativo viene redatto con la finalità di aggiornare o stipulare una polizza assicurativa sui beni d’arte, antiquariato o da collezione. Consente una chiara ricognizione dello stato patrimoniale familiare, aziendale o istituzionale, fornendo un documento dettagliato che ne identifichi i beni, lo stato di conservazione e il relativo valore economico. Questa tipologia di documento rappresenta un valido supporto per compagnie assicurative e broker specializzati nel settore, facilitando la corretta gestione delle pratiche di copertura e protezione del patrimonio artistico.
Nei casi di donazione, successione, divisione ereditaria o rogiti testamentari, l’inventario estimativo può costituire un utile strumento tecnico per il Notaio, al fine di determinare correttamente il valore dei beni mobili coinvolti.
Ad esempio, qualora un atto di donazione riguardi un immobile arredato con opere d’arte e beni antiquariali, il Notaio potrà avvalersi di una valutazione peritale per quantificare con precisione anche il valore degli arredi e delle opere contenute, così da integrare adeguatamente la documentazione allegata all’atto e garantirne la completezza in termini estimativi. Si veda al riguardo anche la sezione Assistenza in ambito giuridico.