Articoli ospiti del Blog La Tutela del Patrimonio Culturale

Evoluzioni del Falso: il Novecento (parte terza)
Sebbene l’autenticità, in quanto caposaldo della proprietà intellettuale di un’opera d’arte, pose le sue radici già in tempi lontani, è nel Novecento che si consolidarono i precetti precedenti. Attorno ad un mercato invaso dai falsi che acquistò una sempre più crescente importanza economica, divenne fondamentale applicare nuove cognizioni: se da un lato i falsari meno capaci iniziarono a essere scoperti e quelli più agguerriti si autodenunciarono per puro egocentrismo
Evoluzioni del Falso: il Novecento (parte seconda)
Nell’articolo precedente, incorniciato da una breve panoramica storico-contestuale dell’epoca (Evoluzioni del Falso: il Novecento parte prima), abbiamo tracciato le vicissitudini di due falsari (Alceo Dossena, e a seguire, Ermenegildo Pedrazzoni) attivi tra Parma e Roma nelle prime decadi del Novecento. Il XX secolo, come detto, è ricco e complesso e la rete fraudolenta si estese in molteplici direzioni.

Evoluzioni del Falso: il Novecento (parte prima)
«Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare», scrisse nel 1513 Niccolò Macchiavelli nel suo celebre Il Principe. Profondamente interessato alla complessità dell’animo umano nella vita e nella politica del tempo, pose l’accento su condotte virtuose ma anche sugli aspetti maligni dell’individuo, circoscrivendo quella regula generale talvolta tipica di comportamenti costanti e ripetitivi, come la menzogna e l’inganno, che sono anche testimonianza dell’azione falsaria di tutti i tempi
Evoluzioni del Falso: l'Ottocento (parte seconda)
Nel precedente contributo Evoluzioni del Falso: l’Ottocento (parte prima) ci siamo soffermati sull’Ottocento, tracciando un ampio quadro sul contesto culturale d’epoca, ricco di innovazioni e scoperte, che hanno influito sulla produzione falsaria e sulla sua conseguente – crescente – richiesta. Le prassi delittuose sono state molteplici e con esse le vicissitudini fraudolente ad opera di personaggi di dubbia moralità

Evoluzioni del Falso: l'Ottocento (parte prima)
Il concetto di falsificazione attiene ragioni, problemi e storie che si trasformano nel corso dei secoli, delle epoche, dei luoghi e dei popoli che vi hanno abitato; non si può parlare di falso senza riferirsi in senso più ampio alla cultura. Per tali ragioni, tale fenomeno può apparire mutevole, poiché si è evoluto e trasformato assieme all’uomo nel tempo. Proseguiamo così nel tracciare un profilo di questa “dottrina”, ripercorrendo i secoli.
Evoluzioni del Falso: il Settecento
L’attività falsaria nel corso dei secoli, come visto nei contribuiti precedenti scritti per il blog LaTPC, per molteplici ragioni, non ha avuto tregua. Non si esime in questo senso il secolo nei quali ci avvicenderemo in questo nuovo appuntamento: il Settecento, in cui proprio in Italia ci fu una vastissima produzione e un conseguente fiorente commercio derivante dall’attività fraudolenta.

Evoluzioni del Falso: il Seicento
Se è impossibile fare un elenco delle opere d’arte di tutti i tempi e di tutti i popoli, altrettanto impossibile è fare un elenco di tutti i falsi: con questa lapidaria affermazione lo scrittore tedesco Frank Arnau (1894-1976), nel 1953, incise nel tempo il senso più ampio di un fenomeno manifestatosi da millenni. Secolo dopo secolo, in questa sede tentiamo progressivamente di attraversare la lunga storia che ci accompagnerà verso la contemporaneità.
Evoluzioni del Falso: il Rinascimento
Quando Dante Alighieri compì il suo immaginario viaggio nel regno dell’oltretomba destinò impostori e fraudolenti di varia natura all’VIII cerchio, punendo alla decima bolgia i falsari. Le pene narrate dal sommo poeta variano in base alla tipologia di falsificazione: i falsari di identità correvano all’impazzata mordendo con violenta rabbia gli altri dannati; i falsari di moneta, condannati a contrarre la lebbra, furono deformati dall’idropisia

Evoluzioni del Falso: cristianesimo e medioevo
Di certo non sbagliava Luciano Canfora quando in un suo intervento affermò che “il falso è più abbondante del vero”: letteratura storica e cronaca moderna ne danno costante conferma. Nei secoli il falso ha attraversato tutte le manifestazioni dell’ingegno umano.
Evoluzioni del Falso: la cultura Mediterranea antica
La concezione di falso, così come avvenuto per lo stesso concetto di arte, ha accompagnato ogni epoca della storia modificando il modo di manifestarsi e la sua intenzionalità. Ripercorrendo questo lungo viaggio a ritroso è possibile individuare le varie forme che nel tempo hanno attraversato la storia dell’umanità creando una scissione dicotomica attorno agli artisti e alle loro produzioni originali, cui andavano contrapponendosi falsari e imitatori con copie e, appunto, falsi.

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