Evoluzioni del Falso: il Novecento (parte prima)


NOTA DELL'AUTRICE 

 

Dal mese di febbraio 2023 sino al mese di novembre 2024 ho collaborato come autrice ospite per

  La Tutela del Patrimonio Culturale, blog di riflessioni, informazione e comunicazione sulla tutela del Patrimonio Culturale nazionale e internazionale, pubblicando una serie di articoli dedicati al tema del falso nell’ arte.

 

Questo contributo fa parte di quella collana e viene qui presentato in anteprima, con link diretto alla lettura integrale sul sito ospitante. 


Charles Jacque (1813–1894), I falsari, 1843, incisione a puntasecca, n. 22.63.57, ©The Metropolitan Museum of Art, New York, Public Domain open access at The Me
Charles Jacque (1813–1894), I falsari, 1843, incisione a puntasecca, n. 22.63.57, ©The Metropolitan Museum of Art, New York, Public Domain open access at The Met

«Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare»,

scrisse nel 1513 Niccolò Macchiavelli nel suo celebre Il Principe. Profondamente interessato alla complessità dell’animo umano nella vita e nella politica del tempo, pose l’accento su condotte virtuose ma anche sugli aspetti maligni dell’individuo, circoscrivendo quella regula generale talvolta tipica di comportamenti costanti e ripetitivi, come la menzogna e l’ inganno, che sono anche testimonianza dell’azione falsaria di tutti i tempi.

 

Quando abbiamo intrapreso questo viaggio, partendo dalle origini (tutti i contributi sul tema, in ordine cronologico, si trovano al seguente link), abbiamo pensato che per una divulgazione chiara e corretta, consapevoli di non poter essere certo esaustivi, fosse necessario ripercorrere le tappe della storia, sia poiché il fenomeno della contraffazione non colpisce solo tempi più moderni, sia perché è proprio dalla conoscenza di  queste cognizioni che possiamo apprendere, imparare e affinare quegli strumenti di riconoscimento, valutazione, giudizio e contrasto, oggi messi in campo per  tutelare la veridicità del nostro patrimonio artistico.

 

Come si è compreso nei contributi precedenti, il falso si è evoluto con il gusto di una data epoca e ha prosperato laddove vi fossero specifiche esigenze da soddisfare. Ogni secolo è stato la testimonianza culturale della propria era portando con sé complessità e interpretazioni differenti, ma è indubbio che l’evoluzione culturale iniziata nell’ Ottocento (Evoluzioni del falso: l’Ottocento [parte prima]; Evoluzioni del falso: l’Ottocento [parte seconda]) abbia amplificato enormemente il commercio e la domanda/offerta di contraffazioni nel mercato.

 

La produzione di falsi prosegue ininterrotta anche nel Novecento, e l’Italia continua a detenere il suo primato di patria dei falsari (vedi anche Evoluzioni del falso: il Settecento), ma vediamo meglio come e in quale contesto.

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