Evoluzioni del Falso: il Rinascimento


NOTA DELL'AUTRICE 

 

Dal mese di febbraio 2023 sino al mese di novembre 2024 ho collaborato come autrice ospite per

  La Tutela del Patrimonio Culturale, blog di riflessioni, informazione e comunicazione sulla tutela del Patrimonio Culturale nazionale e internazionale, pubblicando una serie di articoli dedicati al tema del falso nell’ arte.

 

Questo contributo fa parte di quella collana e viene qui presentato in anteprima, con link diretto alla lettura integrale sul sito ospitante. 


William-Adolphe Bouguereau, Dante e Virgilio all’Inferno, 1850, Museo d'Orsay, Parigi, © William-Adolphe Bouguereau, Public domain, via Wikimedia Commons
William-Adolphe Bouguereau, Dante e Virgilio all’Inferno, 1850, Museo d'Orsay, Parigi, © William-Adolphe Bouguereau, Public domain, via Wikimedia Commons

Quando Dante Alighieri compì il suo immaginario viaggio nel regno dell’ oltretomba (Inferno canto XXX, Divina Commedia, 1304/7-1321) destinò impostori e fraudolenti di varia natura all’ VIII cerchio, punendo alla decima bolgia i falsari.

 

Le pene narrate dal sommo poeta variano in base alla tipologia di falsificazione:

i falsari di identità correvano all’ impazzata mordendo con violenta rabbia gli altri dannati; i falsari di moneta, condannati a contrarre la lebbra, furono deformati dall’idropisia (patologia caratterizzata dal formarsi di un eccesso di liquido nelle cavità sierose) e infine, i falsari di parole, straziati dalla sete.

 

Come abbiamo visto nel contributo precedente Evoluzioni del Falso: Cristianesimo e Medioevo, in un’epoca in cui le contraffazioni dilagarono, anche le punizioni divine dovevano essere esemplari.

Ma cosa successe dopo?

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