CRITICA D'ARTE & CURATELA ARTISTI


Perito ed Esperta d'Arte_Dott.ssa Tamara Follesa_Autenticazioni&Attribuzioni_Expertise & Consulenze_Stime&Valutazioni_Perizie & Inventari_CriticaD'Arte_CuratelaArtisti_

Nel complesso mercato contemporaneo  dell'Arte essere un Artista oggi non è affatto semplice.  Al ruolo di Artista si dovranno affiancare una serie di professionalità utili ad incrementarne e valorizzarne l'operato artistico, affinché il messaggio creativo di un dato autore, specialmente se emergente, possano arrivare al pubblico, ivi inclusi eventuali collezionisti o acquirenti, nella maniera più efficace possibile. Per farlo occorre veicolare il prodotto della sua arte visiva e della sua ricerca creativa, attraverso una serie di canali comunicativi che possano al meglio  promuoverne l'ingegno ed il talento, mettendone in risalto potenzialità e competenze.  E' fondamentale a mio avviso entrare in sinergia con la visione creativa di chi sta mettendo a nudo il proprio mondo interiore attraverso l'espressione artistica, creando un solido legame intellettuale che possa al meglio adempiere al compito di un buon curatore. Grazie al sodalizio professionale con Gallerie e Spazi Espositivi consolidato in questi anni, posso proporre la soluzione migliore adatta allo specifico caso allestitivo ed espositivo, costruendo un concept fondato su valori storici-scientifici e che sappia raccontare  il processo creativo e culturale di un dato Artista, presentandolo al massimo del suo potenziale con una lettura profonda delle sue opere. 


SERVIZI


  • Organizzazione e pianificazione di mostre temporanee ed eventi cultuali
  • Concept percorso allestivo, diorama, verifica impianti
  • Progettazione scientifica
  • Pianificazione finanziaria
  • Allestimento e definizione critica dello spazio
  • Critica d’Arte & Valutazione Opere
  • Realizzazione Sito web artistico e servizi informatici di supporto
  • Campagna di promozione e comunicazione dell’ attività artistica o dell'evento
  • Realizzazione pubblicazioni e cataloghi  con codice ISBN (brochure, apparati critici, etc.)
  • Copertura assicurativa e trasporto opere
  • Vernissage e  Ufficio Stampa
  • Relazioni Istituzionali e con il Pubblico


LUIGI CERVONE                                                                                     Critica d’Arte a cura di Tamara Follesa


Luigi Cervone_Critica d'Arte a cura di Tamara Follesa

Utilizzare espressioni nuove quando fiumi di parole sono già stati scritti, è il complesso compito a cui il critico arguto dovrebbe rispondere per essere all'altezza del proprio ruolo. In un epoca in cui proliferano figure e figuranti del sistema dell'arte che cavalcano l'onda mediatica della visibilità e della notorietà misurando il loro successo con il numero di like ricevuti, ci si rende conto che fare un passo indietro e ritrovare lo spessore umano dato dall'autentico valore del nostro essere, dalla dimensione introspettiva della ricerca, dalla forza propulsiva di codificare nuovi profondi linguaggi, è un atto necessario affinché la globalizzazione tecnologica non ci travolga totalmente e irrimediabilmente, indebolendo quella che dovrebbe essere la vera libertà, come scrisse Jodorowsky, di essere capaci di uscire da se stessi.

 

L'opera di Cervone, esattamente come un atto psicomagico, diventa un atto di guarigione: il rituale pittorico permette all'artista di scavare nel profondo delle sue ferite emotive, scarnifica i ricordi, estrapolandone il dolore, scioglie i nodi senza timore di guardarsi dentro, lenisce la sua sofferenza per mezzo dell’Arte. Irrompe così sulla tela tutta la sua forza espressiva, incarnando attraverso la materia la volumetria di quei corpi in attimi sospesi: l'abilità tecnica, la maestria compositiva, la profonda conoscenza del colore, sono solo il mezzo attraverso cui Cervone esprime se stesso creando un perfetto equilibrio dicotomico tra rappresentazione figurativa e riflessione filosofica. Artista erudito, Cervone attinge da atavici ricordi e modelli ancestrali, perpetuando in un incessante ricerca formale con l'invocazione di miti che hanno incarnato il tempio sacro della sua memoria. Nei dipinti di Cervone vi è intrinseco tutto il tormento del rapporto con il suo essere più profondo: corde, legami, strappi emotivi, squarci incisi lasciati dalla forza delle proprie mani, che si liberano pennellata dopo pennellata, velatura dopo velatura, passando per il modellato di luci e ombre, nelle tenebre e nei riflessi di scenografici contrasti luministici con cui egli trapassa i confini materici della pittura sconvolgendo lo spettatore. La plasticità fisica dell’artista, diventa il corpo di quel Guerriero impresso sulla tela, denudato fisicamente e metaforicamente, la cui definizione muscolare, la visceralità delle carni, enfatizzano il dirompente impatto emotivo, dando forma alle sue più profonde riflessioni. La parte inconscia del sé viene svelata con consapevolezza, donandosi senza riserve all'attento osservatore che saprà coglierne l’intimo messaggio.

Nell'ovvietà con cui talvolta gli artisti contemporanei vengono dipinti attingendo a retaggi culturali pregressi, associati a movimenti, correnti e linguaggi codificati da altri, appare urgente più che mai il valore della propria unicità: l'artista è unico e irripetibile, per vissuto ed esperienza, per configurazione temporale e geografica, e come tale va esplorato, attraverso occhi nuovi, capaci di guardare quello che è, e quello che sarà, e non quello che è già stato, riscrivendo una nuova tradizione pittorica sub specie aeternitatis, sotto l’aspetto dell’eternità, solo così potremo restituire all'opera e all'artista la sua più autentica verità storica.

  

Aprile, 2020

Dott.ssa Tamara Follesa 




LACONI CARLO SALVATORE III                                                       Critica d’Arte a cura di Tamara Follesa


SARDONIK@_CRIPT@MASK dell'Artista Laconi Carlo Salvatore III
SARDONIK@_CRIPT@MASK dell'Artista Laconi Carlo Salvatore III

Se potessimo pensare a quale dovrebbe essere il ruolo dell'Artista, a mio avviso direi senza dubbio, che, a prescindere dall'epoca, dal tempo, dal contesto geografico, dalle correnti e dagli stili, nell'inevitabile moltitudine spazio temporale, sarebbe quello di lasciare un apporto artistico inedito, forme nuove, immagini significative, messaggi inattesi, visioni espressive dal fascino rivelatore, opere dall'unicità formale, capaci di trasformare idee ed esperienze in concretezza materica. 

L'oggetto d'Arte è materia, l'idea d'Arte è immateriale. 

L'Artista traduce una visione in materia, e fermerà il concetto in essa racchiuso nel tempo, rendendolo immateriale. E’ così che avrà creato un'Opera d'Arte.  

L'Artista gli darà forma, colore, sensazioni, le donerà un linguaggio con cui sarà capace di parlare allo spettatore, suscitando ogni volta emozioni nuove.  Gli echi di quello che siamo stati riecheggeranno in quello che siamo oggi. Attraverso il passato è possibile costruire il presente, anche e soprattutto nell'Arte.  E' così che si presenta oggi al mondo Laconi, Glocal/Land-Artist, attingendo dalla nostra storia, da un passato arcaico profondo, cultura, radici e tradizioni, che rielabora nella complessa contemporaneità della società odierna, una società tecnologica, che corre non al passo con i tempi, ma più veloce dei tempi, superandoli, scavalcandoli, in una corsa irrefrenabile al progresso, al potere, al denaro.  L'avvento massificato dell'elettronica ha trasformato la nostra percezione della realtà. La rielaborazione scultorea di Laconi diventa evocativa di similitudini e differenze. E' un riso sardonico quello che possiamo osservare, è chiaro il richiamo della ritualizzazione simbolica, una maschera apotropaica dagli antichi usi rituali-spirituali che affonda le proprie origini nella terra di appartenenza dell'Artista, la Sardegna, è l'istantanea di un momento, quell'istante in cui, con quell'ultimo forzato sorriso, l'uomo posto in sacrificio, salutava questa vita terrena, per affrontare il suo viaggio eterno.  Ma quello sberleffo oggi assume un nuovo significato: è il ghigno ironico e sprezzante di chi ha compreso che l'unico vero Dio idolatrato è quello del Denaro, è quello del Potere. La materia è dorata in quanto preziosa, perché è nell'oro l'opulenza, l'eccesso, la ricchezza, fin dai tempi antichi il suo essere giallo così intenso, così ricco, era connesso al culto solare, e il suo pregio  ha fatto si che fosse inseguito dagli uomini di tutte le ere. Il valore di questo metallo è qui rappresentato dalle inclusioni di elementi di tecnologia informatica che l'Artista ha introdotto nella sua opera, sono gli elementi del linguaggio moderno, quelli al quale oramai ogni giorno siamo tutti connessi: il progresso contemporaneo ha modificato il nostro modo di comunicare, così diviene in questa rappresentazione visiva la figurazione di una gabbia dorata, intrigante, affascinante, ma che ci tiene tutti prigionieri. Le nostre vite passano attraverso questi dati informatici, ostaggio delle grandi lobby politiche e finanziarie, questi dati hanno oggi un valore immenso, rappresentando il vero oro del presente e del futuro: è questo il valore/prezzo da pagare in una società così fortemente tecnologica?  Laconi ha raggiunto la completa padronanza non solo tecnico-rappresentativa, ma del linguaggio con cui il complesso messaggio della sua Arte può essere espresso ponendo questioni etiche e morali su cui riflettere. I simboli misterici di cui scrive la parabola artistica di quest'opera vengono enfatizzati ulteriormente attraverso l'inserimento della Bitcoin-moneta, caricando di ulteriori analogie simboliche-tecnologiche la maschera scultorea, in un abile intreccio fra passato e presente, rievoca il ricordo di antichi rituali di sepoltura in cui due oboli venivano apposti sugli occhi del defunto quale pedaggio per traghettarlo nel regno dei morti. Il denaro è sempre stato un mezzo.  Esiste una storia scritta, e una storia che stiamo scrivendo. 

Oggi non siamo solo spettatori, ma testimoni di questa realtà.  L'Artista non lascia nessuna casualità nella presentazione della sua opera e il dualismo cromatico dell'oro e del nero non fanno altro che esaltarne la ricerca tra forma, colore e materia. La propulsione stilistica di Laconi non è mai banale e scontata, e né da conferma in questa ennesima prova artistica. 

Sorride la Maschera, Sorride l'Artista.

 

Cagliari, Marzo 2019

  Dott.ssa Tamara Follesa 

 


Critica d'Arte dell'opera SARDONIK@_CRIPT@MASK  dell'artista Laconi Carlo Salvatore III, a cura della Dott.ssa Tamara Follesa
Critica d'Arte dell'opera SARDONIK@_CRIPT@MASK dell'artista Laconi Carlo Salvatore III, a cura della Dott.ssa Tamara Follesa
Locandina SARDONIK@_CRIPT@MASK  di Laconi Carlo Salvatore III
Locandina SARDONIK@_CRIPT@MASK di Laconi Carlo Salvatore III
SARDONIK@_CRIPT@MASK dell'artista Laconi Carlo Salvatore III
SARDONIK@_CRIPT@MASK dell'artista Laconi Carlo Salvatore III


IRINA BUENO- Scorci dell'Anima-                                             Critica d'Arte  a cura di Tamara Follesa


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Clicca sull'immagine per visitare il sito dell'Artista Irina Bueno

Oggi l'Arte ha superato qualsiasi frontiera, attraversato secoli di trasformazioni  e di evoluzioni, e i linguaggi utilizzati per esprimersi possono essere molteplici.  Irina si affaccia al mondo dell'Arte percorrendo il lascito delle Avanguardie Artistiche, mescolando gesti e gestualità che le permettano di esprimersi. Imitare la realtà non le interessa, ciò che conta è imprimere un'emozione. Spatole, pennelli, spugne, paste materiche, inserti di tessuto, carta, sacchetti di plastica, le sue opere sono attraversate da diversi  mezzi e i materiali più disparati, che rappresentano l'espediente attraverso cui comunicare con il mondo esterno. La ricerca della giovane pittrice cubana, è una ricerca interiore, dettata dal bisogno primario e primordiale di imprimere attraverso il colore il proprio vissuto emozionale, un tessuto fitto di sensazioni e stati d'animo  che fuoriescono nel momento stesso in cui vengono trasportate sulla tela. La creatività artistica diventa un rituale gestuale da cui far scaturire le proprie impressioni. Osservando le opere della Bueno, sono inevitabili i richiami all'Arte Informale piuttosto che all' Action Painting, o all'Astrattismo, ma non per questo la si potrebbe collocare in uno stile ben preciso; in comune con le Avanguardie mantiene l'urgenza comunicativa con il quale creare le sue composizioni plastiche lontano da modelli prestabiliti. Le opere dell'Artista originaria di Cuba, mantengono un forte imprinting autobiografico, e lo fa utilizzando un linguaggio visivo che esula  da schemi e strutture. La Bueno pur avvicinandosi in campo formativo a tecniche pittoriche ben precise,  preferirà seguire una sola strada, quella della libertà: libertà espressiva e rappresentativa.  Alla base della sua vorticosa creatività, imbevuta di entusiasmo e vitalità, la necessità di aprire un varco nel proprio profondo verso l'esterno: è attraverso questo varco, questo scorcio della sua visione che le forme germogliano sulla tela,  i  colori  si  accendono ed esplodono, i  confini della pittura si fanno nitidi, in un proliferare di elementi che si dispongono secondo lo stato emotivo  del momento. Sono scorci di colori, sono scorci di forme, sono scorci di emozioni...sono gli  Scorci dell'Anima. 

 

Cagliari, Luglio 2018

 

 Dott.ssa Tamara Follesa 

 


LACONI CARLO SALVATORE III                                               Critica d’Arte a cura di Tamara Follesa


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Menhir Informatico n.3 Triei (NU) Sardegna

Chiudere il concetto di arte renderebbe impossibile la creatività dell’Arte stessa per questo dobbiamo educare la nostra mente e i nostri sensi all’ esplorazione verso la conoscenza di linguaggi inediti. Clive Bell sosteneva che il vero potere della creazione di forme significanti non sta nell’ abilità di vedere come un osservatore esperto, ma sentire come un Artista. Ed è questo sentimento del sentire l’Arte, le pulsioni, il pensiero, la propensione ad una ricerca carica di messaggi semiofori, ad ergere Laconi Carlo Salvatore III ad Artista di questo tempo. Nell’ immensa vastità delle forme espressive del campo artistico, Laconi è riuscito ad elaborare un suo linguaggio, un codice comunicativo basato su abilità e riconoscibilità, caratterizzato da un modus operandi che vede la sua ragion d’essere resa dalla dicotomia tra concetto e realizzazione, paesaggio e tecnologia, materiale ed immateriale, innovazione e tradizione. E’ necessario accostarsi al lavoro di Laconi con coscienza, senza filtri che possano in alcun modo limitare la comprensione di una tale ricerca. Dalla forza esecutiva di opere che si intersecano con il paesaggio, che attraverso la natura trovano sfondi che lasciano senza fiato, che incantano, sorprendono, a volte confondono, ma non lasciano mai indifferenti, si trova spazio per le riflessioni. L’opus di Laconi, che va al di là di una mera ricerca estetica, manifesta l’urgenza di testimoniare il proprio tempo, fatto di una comunicazione globale e tecnologica che ha messo in relazione gli individui e le cose di tutto il mondo. Questo Artista ricrea la stessa interconnessione con la sua Arte, tra le sue opere e lo spettatore. In arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buona del non dire niente, e sebbene l’operato di Laconi non necessiti mediazione critica per assurgersi il posto che merita nel mondo, è doveroso riconoscergli un essenza del logos, che sono essenza dell’Arte stessa.

 

Cagliari, 26 Agosto 2016                                                                  

Dott.ssa Tamara Follesa


Maestro Antonino Maria Garufi                                                     Critica d'Arte a cura di Tamara Follesa


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 Era una calda mattinata di Agosto, quando ho avuto l'onore di conoscere  il Maestro Antonino Maria Garufi. L’Artista e la sua elegante Signora mi hanno aperto  le porte della loro Dimora-Museo: un raffinato appartamento  nel cuore di Crotone. Appena varcata la soglia, i sentimenti di stupore e  meraviglia hanno subito preso il sopravvento, ritrovandomi catapultata in un altra dimensione, immersa nel tripudio del colore: era il trionfo della Pittura.

 

Certo non è semplice parlare di questo colto e unico Artista, un pittore garbato e modesto d’altri tempi, dall’ animo sensibile e attento, e  raccontare della sua pittura straordinaria senza risultare banale o ripetitiva, evitando di inflazionare parole che certamente sono già state usate spesso, augurandomi di presentarlo al pubblico che visionerà il suo operato tra queste pagine cogliendone la più vera e raffinata essenza.

 

Molti hanno scritto di Lui e speso parole meravigliose, accostando  le sue abilità pittoriche  ai più grandi Maestri del passato, al Caravaggio naturalmente, a Mattia Preti,Luca Giordano, per passare per i più grandi esponenti del Barocco, o le Scuole del Verismo europeo, e benché il Maestro Garufi, sia un profondo conoscitore del passato, facendo proprie le tecniche di una  bottega pittorica  ormai caduta in disuso, in un epoca che predilige certamente le avanguardie artistiche, ci ritroviamo paradossalmente davanti ad un Barocco contemporaneo. Garufi è lo specchio del suo tempo. Seppure il richiamo all'antico ci appare immediato, perché  risulta familiare, bisogna scavare più a fondo, entrare nello stato emozionale di questo Artista,coglierne l'essenza più profonda, assaporarne il magnetismo e il linguaggio nascosto,  per accorgersi quanto Garufi incarni la sua epoca: muovendosi tra i suoi spazi, nelle sue stanze ricche di opere imponenti e sensazionali, il mio sguardo viene ad un certo punto catturato e colpito dall'ambiente circostante,  un ambiente ricco di dettagli, quegli stessi dettagli che possiamo  cogliere nella sua pittura :  il tappeto del quadro è il tappeto della sua sala da pranzo;  il vaso di fiori di quello Still Life è il vaso posato sul  suo tavolo; la cesta di frutta di quella Natura Morta è la cesta che padroneggia  come centrotavola nella sua cucina;le piante delle sue tele sono piante che Lui ha coltivato, Lui ha innaffiato ; i paesaggi  sono paesaggi che ha vissuto. Ed improvvisamente una sensazione unica e nuova quella di essere dentro il quadro: io spettatrice incantata nell'ammirare quelle opere ero dentro le opere stesse. Garufi sceglie con accurata meticolosità le sue composizioni, ne studia le forme, gli spazi, le luci, e le ombre, e poi ne cattura i dettagli, in maniera meticolosa, trasposizione di  una minuziosa e pregiata precisione. 

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Clicca sull'immagine per vedere il sito del Maestro Antonino Maria Garufi

La  profonda conoscenza dei pigmenti del Maestro è ben evidenziata nelle sue precise scelte cromatiche, nello studio attento degli accostamenti del colore e dei suoi relativi contrasti luministici, nella stesura accurata di velature data da colori puri, vivi, squillanti, vibranti di una forza e un intensità tonale che fanno venir voglia di annusare quel fiore, assaggiare quelle ciliegie, accarezzare le setole dei tappeti, sentire il fruscio delle stoffe di quei drappeggi: tutto prende vita nei dipinti di Garufi. Ma le sue opere non ci  regalano semplicemente un immagine visiva e realistica del suo mondo, ma travolgono chi le osserva, catturato da una magia alchemica che non si può descrivere, si può solo vivere.  A quel punto tutto appare più nitido nel comprendere che il suo mondo interiore trae  spunto dal suo mondo esteriore, e non si limita semplicemente ad un esercizio virtuosistico di stile e tecnica, di cui Garufi è certamente un abile Maestro, ma ci comunica  messaggi ben più importanti:ogni opera è portatrice di significato, metafora  di  verità che ci vuole svelare, talvolta denuncia di realtà scomode.

Garufi è un Artista completo, che ha assolto appieno il suo ruolo nel mondo dell’Arte, con il garbo che lo contraddistingue mi saluta, lasciandomi un immenso bagaglio visivo ed emozionale di cui gli sarò sempre grata, esco dalla sua dimora fatalmente rapita con in mano la splendida  opera di cui mi ha fatto dono, e che oggi mentre scrivo , è appesa qui davanti a me, nel mio Studio. Garufi  è il Trionfo della Pittura,  il Trionfo della Vita.

 

Cagliari, Settembre 2015                                                                         

                                                                                                                                                                                                    Dott.ssa Tamara Follesa 


Tonina Puddu- Artista                                                                      Critica d'Arte a cura di Tamara Follesa


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 "Raffinata, delicata,elegante, la pittura di Tonina Puddu appare così, finemente curata. L'animo sensibile e sognatore di questa Artista riflette appieno il modo di trasportare nella sua Arte l'incanto del suo mondo. Prediligendo la delicatezza dell'acquerello, tecnica che non permette ripensamenti, attraverso raffinate velature, ci regala pregiati scorci di paesi vicini e lontani. Paesi in cui Tonina Puddu è cresciuta, contemplando la bellezza dei suoi paesaggi, delle sue vie, delle sue costruzioni rurali,donando uno squarcio di quella realtà tipica della Terra di Sardegna, quella realtà tradizionale e del passato, a cui Tonina Puddu è così affettivamente legata, ma che al tempo stesso, ci appare inserita in una contemporaneità data dal suo segno: un segno fresco, immediato, delicato, che seppure in una rappresentazione figurativa sembra quasi la visione onirica di un sogno, o di un ricordo lontano. Tonina Puddu riesce ampiamente a spaziare in una volumetria perfetta, incastrata nel sapiente gioco di luci e ombre creato dal bianco della carta reso sublime da effetti di inedite trasparenze. Il passato di questa Artista come disegnatrice di tessuti di moda, incide anche nella sua Arte floreale, disegni impalpabili come stoffe,voile, chiffon, sete: vien voglia di toccare la morbidezza dei suoi acquerelli,quei punti luce dati con impeto deciso sembrano il riflesso di un tessuto cangiante e pregiato, i papaveri sembrano di velluto, le rose di seta, e i girasoli di taffetà, risplende la suggestione data dall'ispirazione floreale ,risplendono per questa Artista dall'animo profondo questi fiori. Tonina Puddu non si scardina dal simbolismo che la natura nell'arte offre,accostandolo alla semplice visione rappresentativa di un'Artista che ama osservare con minuziosa dedizione tutto ciò che la circonda. Anche quando la sua tecnica si sposta, si diffonde nell'utilizzo di altri mezzi pittorici, quali l'olio, la tempera o l'acrilico,con la leggerezza della sua pennellata, riesce comunque a mantenere la delicatezza delle sue rappresentazioni ad acquerello,stendendo morbide campiture di colore che ci donano subito un senso di pace, di quiete, di meditata pacatezza in sintonia con le emozioni evocate dall'Artista stessa nella fase pittorica dell'opera. In un epoca in cui siamo bombardati da immagini forti, brutali, caratterizzate da colori decisi, cupi,si prova una vera sensazione di piacere nel trovarsi dinanzi alla freschezza di queste opere,Tonina Puddu è una sognatrice, e in questo modo riesce un pò a far sognare anche noi !! "

 

Cagliari, Giugno 2013                                                                            

                                                                                                                                                                                                  Dott.ssa Tamara Follesa 


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 Nel 2012 e 2013  ho collaborato all' Allestimento Curatoriale dei seguenti eventi a cura dell' ART G.A.P GALLERY  (Modern & Contemporary Art )  in ROMA. 

 

COLLABORAZIONE ALL' ALLESTIMENTO CURATORIALE della Mostra VELATA DI INNOCENZA, SVELATA DA OGNI SGUARDO”Personale di Pittura dell’Artista Brahim Achir,  presso lo spazio espositivo “Il Laboratorio”, Trastevere ROMA, patrocinato da REGIONE LAZIO & ROMA CAPITALE.


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COLLABORAZIONE ALL' ALLESTIMENTO CURATORIALE della Mostra “IL FILO CONTINUO” Personale di Scultura dell’Artista Bruno Melappioni,  presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, ROMA, patrocinato da MINISTERO DELL’INTERNO, REGIONE LAZIO, ROMA CAPITALE.

STESURA DIDASCALIE CRITICHE per la Pubblicazione “IL FILO CONTINUO”, a cura di Cecilia Paolini, Catalogo della Mostra Personale di Scultura dell’Artista Bruno Melappioni, Edizioni Daphne Museum , Codice ISBN 978-88-905627-9-2 patrocinato da MINISTERO DELL’INTERNO, REGIONE LAZIO, ROMA CAPITALE. Scaricabile qui. Nelle foto di seguito alcune pagine estratte dal Catalogo della Mostra con le Didascalie Critiche scritte per la presentazione delle opere "Eija", "L'Amazzone", "Nausica" e "La Pensatrice".


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Locandina "IL CIELO SVELATO"

COLLABORAZIONE ALL' ALLESTIMENTO CURATORIALE della Mostra “IL CIELO SVELATO: la viva arte della nobile Girgenti” Mostra Collettiva degli Artisti Luigi Cervone, Bruno Melappioni e Marzia Americo presso il “TEATRO DEI DIOSCURI DI SANT’ANDREA AL QUIRINALE” ROMA.  Patrocinato da MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITà CULTURALI, REGIONE LAZIO, REGIONE  SICILIA, ROMA CAPITALE.