“PIETRE CONNESSE: l'Arte nelle installazioni scultoree di Laconi Carlo Salvatore III"


L'Artista Laconi Carlo Salvatore III con una delle sue opere fotografato da Ivan Capra
L'Artista Laconi Carlo Salvatore III con una delle sue opere fotografato da Ivan Capra

L’invenzione originale di forme e l’unicità dei diversi artisti e della loro relativa produzione artistica, è il campo di ricerca su cui porre le proprie riflessioni all'interno della meravigliosa, ricca e complessa vicenda dell’Arte. Nel 1866 Emile Zola, gridava con forza in difesa dell’innovazione che si affacciava sul panorama artistico grazie alla pittura di Manet sostenendo che “I nostri padri hanno riso di Courbet, ed eccoci andare in estasi dinanzi a lui; oggi ridiamo di Manet, e saranno i nostri figli ad andare in estasi dinanzi alle sue tele.” Con questo pensiero possiamo racchiudere il principio che da sempre avvolge gli artisti di ogni tempo, coloro che con le loro intuizioni geniali, sprezzanti, fuori da schemi sino ad allora inesplorati, riescono a porre l’attenzione su nuove correnti, nuove tecniche, nuovi messaggi da decodificare, o come nuove soluzioni a problemi che attraverso l’arte, si cerca di  risolvere, ma che talvolta, spaventano, poiché interpretati attraverso linguaggi nuovi, inattesi e incompresi, alle generazioni della propria era. Tra il 1967 e il 1969, negli Stati Uniti d’America, alcuni artisti iniziarono ad avere un rifiuto radicale dell’opera d’arte intesa come un oggetto, di qualunque utilità, che avesse una durata nel tempo. Si diffusero così altri modi di operare: interventi, installazioni, azioni et similia, spesso anche assai diversi tra loro, ma che avevano in comune la volontà di opporsi alle tecniche tradizionali dell’arte: dei tentativi di temporanee trasformazioni che potevano avvenire sul proprio corpo, nell'ambiente, in un paesaggio, tutte unite dal limite che alla fine dell’esperienza stessa, o alla fine del proprio tempo, tali interventi non sarebbero più esistiti, o sarebbero stati mutati. Con il nome di Land Art nascono opere che non durano nel tempo, o che attraverso il tempo si trasformano mutando la loro identità iniziale.  Dilatando al massimo la concezione di ciò che possa divenire materiale d’arte, e dall'incipit di questi principi, fusi ad elementi di tecnologia informatica, nasce CONNECTING LANDSCAPE, il complesso progetto di ricerca a cura dell’Artista LACONI CARLO SALVATORE III.  L’intima bellezza del Creato è la musa ispiratrice di questo giovane Artista nato in Sardegna, la terra con cui ha aperto un dialogo costante e diretto, indagando in rapporto all’ incontro tra la memoria antropologica e la fusione con la tecnologia. 

MENHIR INFORMATICI & INFO@SSILE di piccoli formati destinati dal mercato d'arte
MENHIR INFORMATICI & INFO@SSILE di piccoli formati destinati dal mercato d'arte

Da questo accordo paradossale, all’interno di contesti ambientali differenti, l’Artista ha concepito INFO@SSILE e MENHIR INFORMATICI, opere scultoree del paesaggio, attraverso cui la natura è diventata il materiale che si è fatto opera per mano dell’Artista. Di fatto ci troviamo di fronte ad una vera e propria manipolazione della natura, che così come spontaneamente si presenta, viene modificata. La pietra presente nel paesaggio, di vario tipo, viene percorsa da profonde incisioni, fenditure e abili tagli realizzati mediante smerigliatrici. Successivamente vengono inserite delle lamine scultoree in bronzo o ottone che emulano il linguaggio del codice informatico: lo emulano e lo riproducono, così le stesse opere, in relazione tra loro, si connettono in una fitta rete di punti e coordinate mediante un apposito sistema e l’ausilio di altoparlanti che registrano i suoni degli agenti atmosferici, e da cui è possibile sentire le percezioni acustiche di acqua, pioggia, vento, tuoni, animali, etc.   L’intervento dell’Artista diviene in questo modo una forte testimonianza del proprio tempo: lo stesso tipo di manipolazione non sarebbe potuta esistere 50 anni fa, e probabilmente sarà superata tra altri 50 anni, quando il simbolo di una società che viaggia attraverso circuiti integrati e microchip che permettano la comunicazione globale ed universale, sarà superato ed obsoleto. Per tanto è fondamentale, soffermarsi sugli aspetti transitivi dell’opera d’arte, quegli aspetti che si pongono in relazione all’opera stessa, il mondo, l’ambiente e la manifestazione concettuale che intende esprimere. Laconi è un Artista che opera non tanto nel territorio o sul territorio, quanto “con il territorio” attraverso cui riesce a sviluppare la sua vera interconnessione. Nella sua produzione, seppur mancante degli aspetti espressivi che traspaiono dai movimenti artistici più tipicamente figurativi, possiamo percepire il carico di dati emozionali o pulsionali che solo la complessità di una tale ricerca possono infondere, una declinazione di sensazioni fondata su espedienti concettuali, che esulano da semplici canoni estetici o decorativi. Allo stesso tempo il risultato inatteso che ne deriva riesce a sorprendere lo spettatore e a travolgerlo. L’effetto straordinario frutto di queste sperimentazioni (INFO@SSILE e MENHIR INFORMATICI) viene ripreso con una produzione in piccola scala dedicata al mercato dell’arte, realizzate con gli stessi materiali e provenienti dalle stesse località geografiche, in cui vi sono installate le grandi opere. Una ricerca nata nel 2005 e in continuo divenire, grazie a questo Artista in fieri, fondatore nel 2008 dell’Associazione “Paesaggi Connessi”,  e con cui è un piacere condividere gli sviluppi di questa sua indagine creativa, grazie ai quali  possiamo comprendere meglio quanto  vasti siano i campi dell'arte, sottesi a qualsiasi forma di  espressione.

 

Tamara Follesa  



Scrivi commento

Commenti: 0